Durata validità attestato rischio

L’attestato di rischio

É uno dei documenti di maggiore rilevanza per stipulare una nuova polizza assicurativa per l’automobile, l’attestato di rischio, ma ci sono molti dubbi sulla sua durata e validità. Riporta gli incidenti occorso oppure certifica l’assenza di sinistri, indicando la classe di merito, riferita al Bonus-Malus, acquisita negli anni a seconda della sinistrosità. Ci sono anche le classi interne alla compagnia di assicurazione. Per formulare il preventivo del nuovo contratto bisogna necessariamente calcolare il costo tenendo presente la classe.

La validità dell’atto di rischio corrisponde a 5 anni, ma è possibile usufruire dell’ultima classe di merito ottenuta anche se vi è stato un periodo di interruzione lungo. Il documento può essere rilasciato dalla propria assicurazione in formato digitale, come previsto dall’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni, costituito sulla scorta del Decreto legislativo numero 209 del 2005. In precedenza veniva spedita la copia cartacea, mentre ora si mette a disposizione del cliente almeno un mese prima della scadenza annuale. L’automobilista lo può reperire in un’apposita area riservata presente sul sito internet della compagnia di assicurazione.

Questa misura consente di ridurre i tentativi di falsificazione, volti solitamente a modificare la classe di merito per accedere a tariffe più convenienti.

Usare l’attestato di rischio in proprio favore

La compagnia di assicurazione determina il costo del premio da pagare in base al numero di incidenti avuti dal contraente, prendendo come riferimento gli ultimi cinque anni riportati all’interno dell’attestato di rischio. Se l’automobilista non ha avuto sinistri, dovrà pagare un prezzo inferiore, in aumento con la presenza di incidenti. Il guidatore che non ha dovuto fare ricorso all’assicurazione per pagare danni può trarre vantaggio dalla sua posizione per risparmiare sul costo.

Va precisato che nel caso in cui il contraente della polizza sia diverso dal proprietario del veicolo, potrebbe essere necessario produrre entrambi gli attestati di rischio. Seguono le stesse regole e la medesima validità. L’attestato di rischio viene depositato dalla compagnia di assicurazione all’interno di una banca dati gestita dall’associazione delle assicurazioni, Ania, consentendo alle compagnie di visionare le informazioni contenute. Se dovesse servire al cliente una copia cartacea del documento, la può richiedere alla propria compagnia di riferimento.

Se non fosse presente l’attestato nella banca dati, l’impresa di assicurazione dovrebbe chiedere al nuovo cliente di fare una propria dichiarazione per poter ricostruire la sua storia assicurativa automobilistica, in modo da risalire all’attestato e riuscire a reperire il certificato attestante l’ultima classe di merito.

Il rischio assicurativo e la scadenza

A regolare le procedure per cessare, ridurre o aggravare il rischio assicurativo ci sono gli articoli del Codice Civile. Il 1896 sancisce la decadenza della polizza se il rischio definito viene meno, mentre in mancanza di variazioni e di comunicazione da una delle parti, il contratto si intende rinnovato e deve corrispondere il pagamento del premio a cura del contraente. Il 1897 stabilisce che al miglioramento della classe di merito dell’assicurato, il premio venga ridotto in maniera proporzionale, come premio all’assenza di incidenti. Il 1898 obbliga l’assicurato a comunicare il sopraggiungere di una situazione che possa portare a un peggioramento del rischio. L’insorgere di patologie o di eventi che portino l’automobilista ad avere problemi, comportando un decremento delle abilità di guida va esaminato dall’assicurazione per decidere se apportare variazioni al contratto.

Resta il diritto dell’automobilista di rifiutare la nuova proposta e di rescindere il contratto. Fatte salve le norme, si deve trattare la scadenza dell’attestato di rischio. All’interno del documento si leggono il nome del contraente, della compagnia di assicurazione, le tariffe applicare, la firma delle due parti, il numero di polizza, la targa del veicolo e la data di scadenza. In allegato si trova la copia del libretto di circolazione dell’automobile con i corrispondenti dati inseriti nell’attestato, a partire dalla targa. A decidere la durata quinquennale del certificato è il comma 1 bis dell’articolo 5 della legge numero 40 del 2007, che ha modificato il comma 3 dell’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni.

La durata dell’attestato di rischio

I cinque anni sono normati e sono il periodo di riferimento dei dati contenuti nel documento. Ciò significa che l’attestato deve essere aggiornato annualmente prima della scadenza, oppure quando avviene il sinistro, successivamente agli accertamenti del caso e alle relative procedure di modifica della classe di merito. Il documento segue l’automobilista, quindi la sua validità viene estesa su qualsiasi veicolo assicurato dalla persona interessata.

In passato l’attestato di rischio aveva la durata di un anno, ma è stato esteso, considerando, però, che nel caso si stipuli una nuova polizza con una compagnia assicurativa e si presenti il certificato già scaduto, l’assicurazione proporrà un contratto che inizia dalla quattordicesima classe, cioè con il premio più caro di tutti. Rendendolo disponibile su internet in formato digitale, si è consentito di reperire facilmente una copia, senza il rischio di smarrimento del foglio cartaceo. Se si vuole cambiare compagnia è bene farlo prima della scadenza del certificato, così da attestare la classe di merito con cui firmare il contratto determinando la rata più conveniente.

Il rilascio dell’attestato di rischio

Indipendentemente dalla scadenza e dalla durata, si può fare richiesta, prima che venga reso disponibile online, una copia all’assicurazione per diverse situazioni. Tra queste il furto del veicolo, la sua rottamazione, l’esportazione del mezzo oltre confine, la consegna in conto vendita e il ritiro dalla circolazione in via definitiva. Va esibito l’attestato di rischio anche nel caso si noleggi un’automobile per un periodo di almeno 12 mesi oppure se si acquisti un altro veicolo e si intenda assicurarlo con la medesima compagnia oppure con un’altra.

Se invece si vuole passare da un’assicurazione estera a una italiana, normalmente si riparte dalla classe di merito 14, ma esibendo l’attestato estero si riparte dalla classe 9. La validità e la durata del documento redatto dalla compagnia straniera vengono riconosciute grazie al regolamento ISVAP numero 4 del 9 agosto 2006. Ovviamente si adotta la stessa regola sulla scadenza. Il passaggio va fatto prima della scadenza e solitamente meglio con una polizza attiva. Lo stesso vale nel caso si passi l’automobile da un proprietario ad un altro, per eredità, a patto che le due persone siano componenti dello stesso nucleo familiare, cioè residenti nella stessa abitazione. Per fare la richiesta ci vuole, oltre all’attestato di rischio, lo stato di famiglia.