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L’attestato di rischio dematerializzato

L’Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni ha emesso un Regolamento, il numero 9 del 2015, con lo scopo di digitalizzare l’attestato di rischio Groupama, il documento che certifica la storia dell’assicurato degli ultimi cinque anni. La norma, riferendosi alle leggi vigenti, dal 1° luglio 2015 ha mandato in pensione la versione cartacea, introducendo la formula online. All’interno dell’articolato si forniscono i dettagli delle procedure, ma soprattutto si definiscono le novità, piuttosto importanti e significative per tutti gli attori interessati: l’assicurazione, il contraente e anche le forze dell’ordine.

Ogni nuovo contratto successivo all’entrata i vigore del Regolamento è stato stipulato con la nuova versione dell’attestato di rischio, mentre per i primi dodici mesi sono stati concessi tempi di adeguamento per le polizze in essere. Le compagnie di assicurazione sono obbligate a rendere disponibile il certificato almeno 30 giorni prima della scadenza, pubblicandolo all’interno di un’apposita area riservata presente sul proprio sito internet. Inoltre è tenuta a inserire il documento nella banca dati elettronica degli attestati di rischio, gestita dall’Ania, l’Associazione delle Compagnie di Assicurazione. Ora non si invia più il documento a casa del cliente, ma è lo stesso contraente a doversi collegare al sito web e provvedere a scaricare ed eventualmente stampare l’attestato di rischio.

Come si richiede online l’attestato di rischio con Groupama?

Almeno un mese prima che la polizza scada Groupama provvede a caricare il nuovo attestato di rischio, aggiornato all’ultimo anno di assicurazione, sul sito istituzionale della compagnia, all’interno dell’Area Clienti. Si accede semplicemente digitando le proprie credenziali, fornite successivamente alla registrazione. Se si preferisce usare lo smartphone o il table, è sufficiente scaricare l’applicazione My Groupama. Sia nel sito che nella App si clicca sull’Area Servizi e si entra con il nome utente e una password, ottenuti dalle procedure di registrazione.

Per coloro che avessero difficoltà nell’utilizzo di interne, si può sempre presentare la richiesta all’agente assicurativo o all’intermediario. Senza alcuna spesa per il cliente il referente invierà la copia cartacea dell’attestato di rischio oppure lo spedirà in formato digitale via email, sempre con le stesse tempistiche previste dalle regole. Il documento resta comunque online e lo si può vedere quando si desidera. L’aggiornamento è annuale, ma nel caso di sinistro si provvede con tempistiche diverse per poter applicare, se la colpa è dell’assicurato, una maggiorazione del premio a partire dall’anno successivo all’incidente. Il documento digitale ottenuto per mano dell’assicuratore ha una finalità solo informativa.

Gli aventi diritto a visionare l’attestato di rischio online

Oltre al titolare della polizza assicurativa ci sono altri soggetti che possono dover vedere o avere copia dell’attestato di rischio. Ad esempio il titolare dell’auto, se l’intestatario è l’utilizzatore ma non il proprietario. Vetture prese in locazione per almeno 12 mesi devono prevedere la copertura di chi guida e ci sono molti altri casi in cui serve verificare la presenza di un’assicurazione che accompagna il veicolo e chi lo guida.

In questo caso è necessario prevedere il loro accesso al documento e alle informazioni relative. Per questa ragione dal 31 ottobre 2015 si è provveduto ad aprire l’accesso agli altri soggetti. Le modalità saranno le stesse, dovranno registrarsi e avranno la possibilità di ottenere il documento, senza avere tutte le opzioni previste per i clienti sulla gestione delle polizze. In base ai contratti stipulati, gli ingressi all’area riservata sono attrezzati per dare un’operatività differente. A questo indirizzo si arriva direttamente alla pagina per avere l’attestato di rischio. Si inseriscono nome, cognome, targa e tipo del veicolo, Codice Fiscale o Partita Iva, indirizzo email e il codice di sicurezza riportato sulla pagina stessa. A quel punto con un click sul pulsante richiedi attestato si avrà il documento a disposizione per salvarlo sul computer o imprimerlo sulla carta, per fornirlo agli uffici per altre pratiche oppure per conservarlo.

L’accesso alla banca dati degli attestati di rischio

Il database gestito dall’Ania serve invece a consentire alle assicurazioni e alle autorità ad effettuare verifiche. Uno dei principali problemi riscontrati negli anni, infatti, riguarda i falso certificati con classi di merito variate o polizze del tutto inventate. Grazie a questo nuovo strumento è molto più difficile riuscire a manomettere i documenti ufficiali o crearne di fasulli. Questo importante elemento consente a chi ha competenza di fare controlli sull’esistenza dell’assicurazione per le vetture in circolazione. L’accesso all’archivio è quindi consentito alle forze dell’ordine.

Quando con i sistemi di rilevazione per la velocità su strada o per il controllo degli accessi alle zone a traffico limitato vengono raccolte le targhe, le forze di polizia cercano dati anche sull’assicurazione del veicolo e dell’intestatario. Lo stesso avviene quando si viene fermati in strada, infatti non c’è più bisogno di esibire i documenti stampati. Le assicurazioni possono visionare i dati quando il cliente desidera stipulare un nuovo contratto con un’assicurazione diversa dalla propria. Basta infatti chiedere il preventivo e la compagnia andrà a visionare l’attestato di rischio sulla banca dati online. Le procedure diventano così più sicure, facili e veloci. Il contraente può disbrigare tutte le pratiche stando comodamente seduto a casa, di fronte al proprio computer.

Gli usi dell’attestato di rischio

Il documento va esibito in diverse occasioni, a volte ancora cartaceo perché non per tutti è possibile avere accesso ai sistemi informatici riservati e perché non c’è la possibilità di usare le medesime procedure, come accade ad esempio per l’esportazione del veicolo all’estero, per la demolizione, per il ritiro definitivo dalla circolazione, la consegna in conto vendita ed una serie di altre circostanze simili.

In questo caso il contraente può tranquillamente stampare l’attestato di rischio e consegnarlo a mano. Va altresì sottolineato che l’attestato di rischio proveniente da una polizza di un’assicurazione estera si può stipulare un nuovo contratto in Italia, qualora si decida di cambiare compagnia e paese. Normalmente si dovrebbe ripartire dalla quattordicesima classe, la più costosa, mentre in questo modo si riparte dalla nona classe di merito. Si ha un vantaggio riferito al risparmio sul costo del premio da corrispondere all’assicurazione. Groupama mette a disposizione i propri consulenti per tutte le informazioni sull’attestato di rischio online.