Attestato di rischio falso? Esiste davvero?

Attestato di rischio falso

Gli automobilisti spesso si lamentano delle imprese di assicurazione perché aumentano le tariffe, diventano diffidenti e applicano procedure sempre più complesse. Bisogna però vedere l’altro lato della medaglia, perché anche i clienti non si comportano al meglio, a volte, inoltre, i guidatori non sono neppure parte della clientela delle compagnie assicurative ed esibiscono documenti falsi. Sono da anni molto diffuse e ce ne sono di tutti i tipi. Le truffe alle assicurazioni sono una delle piaghe del Paese e soprattutto contribuiscono a determinare i prezzi. Le compagnie sono costrette a prendere contromisure e ciò significa che le persone oneste possono subire alcune delle decisioni più drastiche.

Le normative degli ultimi anni hanno messo in pratica nuove misure, con l’intento di semplificare le procedure per i titolari delle polizze e, al tempo stesso, di tutelare le imprese. L’articolo numero 134 del Regolamento numero 9 del 19 maggio 2015 emanato dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni ha introdotto la dematerializzazione, ovvero la modifica all’attestato di rischio, passato da cartaceo a digitale. Non si tratta solamente di una diversa versione, ma di una vera e proprio rivoluzione contro la falsificazione del documento. Un modo per proteggere le compagnie e gli automobilisti onesti. La battaglia contro la falsificazione sta già dando i primi frutti, anche nelle tariffe assicurative.

L’attestato di rischio sul web

Il modello informatico dell’attestato di rischio è stato introdotto dal 1° luglio 2015 e risponde alle normative vigenti. Prima veniva spedito a domicilio direttamente dalle compagnie assicurative a mezzo posta, mentre ora il titolare della polizza RC auto lo trova direttamente online. Rimane l’obbligo per l’impresa di assicurazione di renderlo disponibile almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza. Per averlo si deve accedere all’area riservata del sito internet dell’impresa di assicurazione. Ci sono le App delle compagnie che permettono di visualizzarlo e salvarlo sul proprio smartphone o tablet.

Lo si può anche richiedere al proprio agente, che lo invierà via posta elettronica. L’altra novità importante riguarda la presenza del documento all’interno della banca dati online dell’Ivass. L’archivio digitale contiene tutti gli attestati di rischio e può essere visionato sia dalle imprese di assicurazioni sia dalle forze dell’ordine per i previsti controlli. Questa misura previene la falsificazione, perché a inserirlo nella banca dati sono le stesse compagnie con cui gli automobilisti hanno un contratto.

La falsificazione dell’attestato di rischio

Lo dicono i dati degli ultimi anni: sono tanti i tentativi di truffa passati attraverso la produzione di attestati di rischio falsi, realizzati con l’intento di dimostrare di avere un’assicurazione non detenuta oppure con l’obiettivo di ottenere un premio più basso da pagare. Le tante accortezze pensate dalle norme e dalle compagnie per rendere gli attestati di rischio difficili da imitare non sono mai riusciti a fermare le persone intenzionate a truffare le imprese assicuratrici. L’imitazione dei documenti veri ha sempre trovato spazio e successo. Il reato di falso documentale e quello di truffa non sono riusciti a spaventare, nonostante le punizioni somministrate a chi è stato individuato. Con le nuove modalità si compie una vera e propria attività preventiva.

I vantaggi della dematerializzazione dell’attestato di rischio

Le truffe alle assicurazioni e gli incidenti che coinvolgono vetture prive di copertura assicurativa trovano una decisa risposta con il provvedimento. Le forze dell’ordine possono verificare in tempo reale, ad ogni controllo, l’esistenza di una polizza assicurativa e quindi sanzionare e prendere provvedimenti contro chi non rispetta la legge. L’automobilista non deve esibire neppure il tagliando, perché gli addetti alla sicurezza possono fare controlli diretti accedendo alla banca dati online con le apposite credenziali.

Lo stesso avviene per la verifica della classe di merito da parte della compagnia interpellata dall’automobilista. L’esibizione dell’attestato di rischio quando si richiede un preventivo per una nuova assicurazione auto, magari per cambiare impresa assicurativa e avere un’offerta migliore, non è necessaria. L’addetto può collegarsi all’archivio dell’Ivass e verificare la Classe Universale del cliente per conoscere il suo livello.

Tale operazione è comunque obbligatoria per sottoscrivere il contratto. Con questi strumenti è molto più difficile falsificare e modificare il proprio attestato di rischio. Non si tratta, comunque solo di prevenire le truffe, ma di aiutare il cliente con procedure semplificate. Il contraente può visionare il proprio attestato di rischio, verificare i dati e stamparne una copia. In ogni caso non sarà obbligato a stamparlo e a portarlo negli uffici delle assicurazioni o tenerlo a portata di mano.

Va precisato che il documento informatico, semplificando le verifiche, garantisce gli automobilisti in caso di incidente, perché si limitano i pericoli di incontrare mezzi sprovvisti di polizza assicurativa e di avere così difficoltà ad ottenere il risarcimento dei danni.

La legge contro le falsificazioni

Il Codice Penale contempla, all’articolo 481, la falsificazione e la truffa all’assicurazione come reati particolarmente gravi e li punisce, inoltre se si dovesse verificare la falsificazione attraverso le connessioni tecnologiche sarebbero riconosciute delle ulteriori aggravanti. Ciò significa che bisogna essere molto attenti, perché non sono solamente i controlli delle forze dell’ordine a individuare problematiche relative all’esibizione di documenti contraffatti, ma tutti gli addetti degli uffici coinvolti.

L’attestato di rischio serve principalmente per richiedere un preventivo di una nuova assicurazione per il veicolo, così come per la firma del nuovo contratto. Tuttavia ci sono altri casi in cui viene richiesto il documento: il noleggio di una vettura per un periodo di almeno 12 mesi, l’esportazione dell’automobile oppure la sua consegna al concessionario in conto vendita, la demolizione e il definitivo ritiro dalla circolazione. Ciò significa che ci sono diverse persone a verificare la veridicità dei dati e soprattutto dell’attestato di rischio.

Nel caso si riscontrino anomalie, oltre a bloccare le procedure, gli operatori sono obbligati a denunciare l’automobilista che esibisce un documento falso. La procedura di reperimento e controllo online consente l’accesso al sistema a tutti coloro abbiano titolo a effettuare controlli. Quindi con un iter molto semplice si riesce a individuare ogni dato utile al completamento delle pratiche.

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