Attestato di rischio online

Cos’è l’attestato di rischio

L’attestato di rischio è quella certificazione che attesta il numero di sinistri che hanno interessato l’automobilista negli ultimi cinque anni. In pratica è come un attestato di buona condotta alla guida, dove viene riportata la sinistrosità pregressa, con conseguente assegnazione di una classe di merito. Il documento risulta particolarmente utile in caso di variazione di Compagnia Assicuratrice, in quanto la nuova Compagnia potrà valutare il rischio a cui si espone assicurando il conducente.

Se fino al 30 giugno 2015 il certificato, in forma cartacea, doveva essere rilasciato dalla vecchia Compagnia almeno 30 giorni prima della scadenza contrattuale della polizza RCA, a partire dal 1 luglio dello stesso anno è disponibile sul sito dell’Ania. Sono generalmente le nuove Compagnie assicuratrici prescelte ad acquisirlo automaticamente. Tuttavia anche il contraente può entrarne in possesso dell’attestato di rischio online (L’hai perso/smarrito? Scopri cosa fare), entrando nella sua area riservata nel sito della propria Compagnia Assicurativa e scaricandolo direttamente dalla banca dati della Compagnia di assicurazioni.

Validità dell’attestato di rischio

L’attestato ha validità cinque anni dal momento del rilascio. La scadenza viene stabilita dall’art. 5 – comma 1 bis – della Legge 40/07, che prevede tale scadenza anche in caso di sospensione o mancato rinnovo della RCA auto per inutilizzo dell’auto. Durante questo periodo l’assicurato mantiene la classe di merito conseguita, anche in caso di stipula di nuova polizza con altra Compagnia per la stessa vettura, oppure per un veicolo nuovo. In quest’ultimo caso occorre che sia stata preventivamente predisposta la cessazione di rischio sulla precedente vettura.

In caso di una nuova polizza dopo i cinque anni invece, l’assicurato verrà inserito nella classe di ingresso prevista dalla nuova Compagnia Assicuratrice. Occorre precisare che sull’attestato di rischio, oltre alla classe di provenienza e quella di assegnazione (stabilite entrambe con regole interne della Compagnia), viene indicata anche una classe di merito CU, determinata con regole standard per tutte le Compagnie. Questo assicura un trattamento identico ad ogni automobilista.

Dati contenuti nell’attestato di rischio

Il certificato redatto dalla Compagnia deve indicare la denominazione e la ragione sociale dell’assicurazione, i dati anagrafici del contraente, la formula tariffaria applicata, il numero e la scadenza della polizza. Ogni attestato di rischio dovrà poi essere firmato dall’assicuratore. Il dato più rilevante dell’attestato di rischio è senza dubbio costituito dalla classe CU, ovvero quella di conversione universale che viene stabilita con criteri indipendenti dalle regole interne di ogni agenzia. Sarà infatti questa che verrà utilizzata per l’assegnazione di eventuali benefici in caso di trasferimento ad altra Compagnia.

Attestato di rischio: classificazione dei sinistri

Non tutti i sinistri sono classificabili in ugual modo nell’attestato di rischio. Una prima, importante distinzione viene fatta in base alla responsabilità riportata in ogni singolo incidente. La classificazione prevede sinistri con responsabilità principale, nei casi in cui sia stata accertato un concorso di colpa pari o superiore al 51%, e con responsabilità paritaria, con indicazione della percentuale di colpa riportata. Nel caso di responsabilità paritaria non vi sarà scatto del malus fino al raggiungimento, nel corso dei cinque anni di osservazione, di una percentuale pari almeno al 51%.

Questo significa che, qualora nel periodo di osservazione, vi siano due o più sinistri che complessivamente non raggiungano la quota del 51% di responsabilità, l’assicurato non verrà penalizzato economicamente. Questa è una delle principali novità introdotte dal Decreto Bersani-Visco nel 2006. Nell’attestato di rischio non vengono considerati i sinistri che non hanno ancora trovato definizione (i cosiddetti sinistri sospesi).

Decreto Bersani bis: Compagnia diversa, stesse agevolazioni

Un’importante novità del Decreto Bersani bis del 2007 riguarda la classe di merito acquisita e la possibilità di mantenerla invariata anche in caso di passaggio ad altra Compagnia. Precedentemente infatti l’automobilista si vedeva quasi costretto a rimanere in una stessa Compagnia assicurativa per non perdere i benefici acquisiti nel corso degli anni con comportamenti impeccabili. L’entrata in vigore della legge Bersani bis ha invece stabilito che, in caso di cambio di Compagnia, ogni assicurato mantiene la classe CU acquisita.

La stessa legge ha previsto, in caso di nuovo assicurato, la possibilità di usufruire della classe di merito più favorevole presente tra i vari componenti del nucleo familiare. In pratica, se in famiglia è presente un neo patentato, questo potrà usufruire della stessa CU di un familiare, senza dover iniziare dalla classe maggiore proposta dalle varie Compagnie, con un risparmio economico spesso importante.

Tuttavia molte assicurazioni prevedono una penalizzazione per la classe di merito acquisita rispetto a quella maturata, che tende a decrescere con il trascorrere del tempo.